A cura diAndrea Serravezza · Fondatore UniCompara
Mercati esteri, canali distributivi e negoziazione commerciale delimitano l'oggetto di questo master di primo livello. L'accesso è aperto a chi possiede una laurea, anche triennale, secondo l'impianto fissato dall'articolo 3 del D.M. 270/2004. Il carico minimo è di 60 CFU, pari a 1.500 ore fra didattica, studio individuale e prova finale.
Il corso è erogato da Unimarconi, incluso fra gli atenei telematici riconosciuti dal MUR. Il titolo finale è un diploma di master universitario, distinto dagli attestati rilasciati da enti di formazione privati.
L'area economico-manageriale è la più ampia del comparto telematico e questo produce un effetto pratico: i titoli dei corsi si somigliano molto. Il criterio di scelta utile non è il nome, ma il taglio dichiarato nel regolamento didattico.
Gli atenei a distanza riconosciuti in Italia sono 11, istituiti nel quadro del D.M. 17 aprile 2003, e i loro titoli hanno lo stesso valore legale di quelli conseguiti in presenza. Chi lavora nell'export e viaggia spesso trova nella guida su studiare mentre si lavora le informazioni sugli obblighi reali di presenza.
Sul commercio internazionale conviene una precisazione. Dogane, incoterm e contrattualistica estera sono materie tecniche che cambiano con gli accordi commerciali. Un corso costruito su casi recenti vale più di uno impostato su schemi teorici, e la differenza si legge nel piano dell'edizione in corso.
Il percorso rafforza analisi di mercato, gestione dei distributori e definizione dei prezzi per area. Sono attività quotidiane negli uffici commerciali delle imprese esportatrici.
Il valore del diploma resta però una valutazione privata del datore di lavoro: non esiste un albo dei responsabili export e nessuna funzione è riservata per legge a chi possiede il titolo. Nelle selezioni pubbliche legate all'internazionalizzazione il punteggio, quando previsto, dipende dal bando.
Un elemento pratico riguarda le lingue. La conoscenza dell'inglese commerciale è data per acquisita nella maggior parte dei ruoli export, e il master non la sostituisce. Chi parte da un livello incerto dovrebbe considerare un percorso linguistico parallelo, non alternativo.
Conta infine la dimensione dell'impresa. In un'azienda piccola chi segue l'estero fa tutto, dalla ricerca del cliente alla logistica e ai pagamenti. In una struttura grande il ruolo è più specialistico e le funzioni sono separate. Il programma copre entrambi i piani, ma il ritorno concreto dipende dal contesto in cui si lavora.
Non pubblichiamo retta e scadenze di iscrizione perché l'ateneo non li espone in forma stabile per questo master. Non riportiamo neppure l'elenco delle materie: nell'area manageriale i moduli vengono ridefiniti a ogni edizione e un programma superato darebbe un'idea sbagliata del corso. Entrambe le informazioni sono nel bando ufficiale dell'anno accademico in corso.
Il confronto utile si fa su tre voci: retta complessiva, presenza di project work su mercati reali e rete di imprese coinvolte. La terza incide sul valore pratico più del programma. Per collocare il prezzo nel quadro del comparto si può partire dalla guida sui costi delle università telematiche.
Sì, è perfetto per neolaureati in Economia o discipline affini che desiderano specializzarsi nel marketing e nelle relazioni commerciali internazionali.
È richiesto un titolo di laurea, preferibilmente in ambito economico, è un buon livello di comprensione della lingua inglese.
Absolutely! Il master offre una formazione che viene riconosciuta e apprezzata a livello internazionale.
Certo! La modalità online del master consente una flessibilità perfetta per chi lavora o ha altri impegni.
Gli esami si svolgono online, con modalità che possono includere progetti, presentazioni e test scritti, permettendo una valutazione completa delle competenze acquisite.