A cura diAndrea Serravezza · Fondatore UniCompara
Il master unisce tre temi che nelle imprese esportatrici viaggiano insieme: identità del prodotto italiano, requisiti di sostenibilità e strategie di ingresso sui mercati esteri. La combinazione ha una ragione pratica, perché oggi un contratto di fornitura estero contiene clausole ambientali e di tracciabilità.
Sul piano formale è un master universitario da almeno 60 CFU, pari a 1500 ore di impegno secondo il D.M. 270 del 2004. L'accesso dipende dal livello: laurea triennale per il 1° livello, magistrale o ciclo unico per il 2°.
L'indicazione di origine di un prodotto non è una scelta di marketing. Dipende dalle regole unionali sull'origine delle merci e, per i prodotti agroalimentari, dalle discipline su denominazioni e indicazioni geografiche.
Anche le affermazioni ambientali seguono regole: la disciplina europea sulle pratiche commerciali sleali colpisce i messaggi ingannevoli, e la rendicontazione di sostenibilità impone obblighi crescenti lungo la catena di fornitura. Un percorso serio su questi temi insegna a documentare, non a comunicare meglio. Il titolo rilasciato da un ateneo telematico ha lo stesso valore di quello rilasciato in presenza, principio fissato dal D.M. 17 aprile 2003 e ripreso nella guida su come funzionano le università telematiche.
Chi lavora nell'export usa già cataloghi, incoterm e contratti standard. Il valore del percorso sta nel collegare questi strumenti agli obblighi documentali, così da reggere una verifica del cliente estero o di un'autorità.
Restano invece fuori le competenze che dipendono dal singolo settore, dalla certificazione tessile ai requisiti sanitari per gli alimenti. Nessun master universitario le copre tutte. Il corso fornisce il metodo con cui affrontarle e la mappa delle fonti da consultare.
Un limite va detto chiaramente: il titolo non attribuisce alcuna qualifica di consulente per il commercio internazionale, perché quella figura non è regolamentata da un albo. Il valore riconosciuto in un'assunzione dipende dal datore di lavoro.
In questa pagina non compaiono retta, calendario e piano degli insegnamenti: l'ateneo non li pubblica in forma stabile e un dato ricostruito varrebbe meno di nessun dato. Non indichiamo neppure sbocchi occupazionali, che sarebbero ipotesi. Fa fede il bando ufficiale del corso.
Fra percorsi di area economica conviene confrontare crediti, presenza di project work e modalità della prova finale. Sul prezzo, la guida sui costi delle telematiche chiarisce quali voci restano fuori dalla retta annunciata. Chi valuta un master per motivi di carriera dovrebbe chiedere prima all'azienda se il titolo è considerato nei percorsi interni. Molte imprese finanziano la formazione tramite fondi interprofessionali, canale che cambia il costo effettivo a carico della persona.
È richiesto un titolo di laurea, preferibilmente nell’area delle Professioni Sanitarie o affini, è una buona conoscenza della lingua inglese.
Sì, il master è progettato per offrire massima flessibilità, permettendoti di studiare dove e quando preferisci.
Il master ha una durata di un anno accademico, suddiviso in moduli per facilitare l’apprendimento.
Il corso prevede la possibilità di stage presso aziende partner, per un’esperienza pratica del valore aggiunto del Made in Italy.
Al termine del master, avrai competenze specifiche nella gestione dell’export, strategie di internazionalizzazione e promozione della sostenibilità nel contesto del Made in Italy.