A cura diAndrea Serravezza · Fondatore UniCompara
Con competenze non cognitive si indicano caratteristiche come autoregolazione, perseveranza, coscienziosità, apertura e capacità di cooperare. Non sono tratti fissi: si osservano attraverso comportamenti ricorrenti e si allenano con attività strutturate. La regolazione emotiva è la componente che riguarda il riconoscimento e la gestione degli stati emotivi in contesti di gruppo, la classe in primo luogo.
Il percorso che le tratta è un master universitario. Il D.M. 270/2004 lo colloca dopo la laurea e ne fissa il carico minimo in 60 CFU, pari a 1.500 ore complessive.
Nel sistema scolastico questi temi non hanno una disciplina autonoma. Rientrano nell'educazione civica, nei progetti di prevenzione del disagio e nelle attività di orientamento, tutte con un monte ore definito dal collegio docenti. Nei servizi educativi extrascolastici compaiono nei progetti di comunità e nei percorsi per adolescenti.
Chi frequenta un percorso simile lo fa quasi sempre in parallelo al lavoro: la guida su conciliare studio e lavoro quantifica l'impegno necessario. Il D.M. 17 aprile 2003 equipara i titoli erogati a distanza a quelli conseguiti in sede, tema sviluppato nella guida sul valore del titolo online.
Gli strumenti concreti sono osservativi e progettuali: griglie di osservazione, definizione di indicatori comportamentali, attività cooperative, restituzione al consiglio di classe. La differenza rispetto a un approccio intuitivo sta nella tracciabilità di quanto si osserva.
Un secondo effetto riguarda la gestione dei conflitti e delle situazioni critiche, dove esistono protocolli di segnalazione ai servizi territoriali che vanno conosciuti prima del bisogno.
Il confine professionale va rispettato: il lavoro clinico sulle emozioni è riservato agli psicologi e agli psicoterapeuti iscritti all'albo. Un master di taglio educativo non abilita a valutazioni psicodiagnostiche né a interventi terapeutici, e questa distinzione va tenuta ferma nella pratica.
Nella scuola secondaria queste competenze incrociano l'orientamento. I consigli di classe redigono per ogni studente un percorso orientativo che tiene conto di interessi, attitudini e capacità di autovalutazione: proprio l'area che le attività sulla regolazione emotiva allenano in modo diretto.
Non riportiamo retta, durata e livello di questo master perché l'ateneo non li espone in forma stabile e possono cambiare a ogni edizione. Il riferimento affidabile è il bando ufficiale in corso. Non pubblichiamo elenchi di sbocchi professionali, che per un percorso di questo tipo non sono documentati da fonti verificabili.
Le differenze rilevanti riguardano il taglio: alcuni percorsi sono rivolti a docenti, altri a psicologi, altri a educatori. Cambiano requisiti d'accesso e profondità della parte clinica. Poi si confrontano CFU, attività valutate e costo complessivo. La guida ai costi telematici spiega quali voci compongono la quota finale, incluse tasse di iscrizione e diritti di segreteria.
È un percorso di studio offerto dall’Università Unimarconi, focalizzato sulle abilità emotive e sulle strategie per gestirle efficacemente, sia a livello personale che professionale.
Chiunque sia interessato a migliorare le proprie competenze nella gestione delle emozioni, indipendentemente dal proprio background accademico o professionale.
Le competenze acquisite sono trasversali e applicabili in molti settori, come l’HR, l’educazione, il coaching è la consulenza.
Il piano di studi include moduli su fondamenti di psicologia delle emozioni, strumenti e tecniche di regolazione emotiva, e applicazioni pratiche di queste competenze.
Per il suo approccio innovativo all’intelligenza emotiva, la possibilità di apprendere da esperti nel campo e l’opportunità di sviluppare competenze altamente richieste nel mondo del lavoro.